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La favola della Marocca di Casola

La favola della Marocca di Casola di Edizioni Giacché, testo di Alessandra Genova e illustrazioni di Annamaria Giannetto Pini, è una favola ecologica, che racconta la “battaglia” degli animaletti per salvare il bosco, le cui speranze sono affidate ad una sfida culinaria; riuscirà il coniglietto a vincere la gara di cucina con il suo pane speciale, fatto con la farina di castagne, salvando così il territorio? Il pane di cui si parla ha una tradizione antica che è stata da poco riportata in vita: è la Marocca di Casola, una pagnottella marrone scuro, dall’intenso profumo di castagne e gradevolmente dolce, delle cui origini e caratteristiche si tratta nel libro.

Il libro, interamente a colori, la cui storia vivace è arricchita dalle bellissime illustrazioni, è stampato su carta ecologica con certificazione FSC per la salvaguardia delle foreste. Una “ghiotta” occasione dunque per insegnare ai più giovani giocando, che non poteva sfuggire a Carlin Petrini, fondatore di Slow Food, autore dell’introduzione, che ci offre altri interessanti spunti di riflessione. Secondo Petrini: «è necessario partire innanzitutto dall’educazione dei più piccoli, insegnando loro a distinguere, a chiedere informazioni, a sapere da dove arriva ciò che finisce nel loro piatto. Questa bellissima favola è uno strumento molto piacevole e utile… »

 

 

 

 

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La Via Francigena in Lungiana

La descrizione delle tappe è tratta dal sito: http://tramedilunigiana.it/it/articolo/la-francigena-lunigiana-dal-passo-della-cisa-sarzana

Oggi La Via Francigena è meta di pellegrini e sportivi, appassionati e fedeli che ripercorrono tutto o in parte i passi di Sigerico e non è inusuale vederli per le strade di Lunigiana, armati di zaino e cappello.

La prima tappa lunigianese coincide con la porta Toscana della Via Francigena: dal Passo della Cisa, percorrendo circa diciannove chilometri e attraversando i piccoli borghi di Groppoli, Groppodalosio, Casalina, Topelecca ed Arzengio, sino Pontremoli. Qui ci sono oggi due foresterie a disposizione di viandanti e pellegrini poste all’interno del Castello del Piagnaro e del Convento dei Cappuccini. Una volta i punti di sosta e riposo per i pellegrini erano numerosi e lo testimonia ancora oggi il simbolo della conchiglia di San Giacomo (simbolo del pellegrino) che si può trovare inciso su numerose case e cascine lungo il percorso.

La seconda tappa della Via Francigena ‘Toscana’ porta da Pontremoli ad Aulla, lungo il percorso della Statale della Cisa (la sentieristica consente di evitare la strada carrabile). Si incontrano subito il borgo di Ponticello, con le sue case-torri, la Pieve di Sorano e Filattiera, mentre tutti gli altri comuni sono toccati solo in maniera marginale dall’itinerario. Fino ad ad Aulla, dove il tratto si conclude all’Abbazia di San Caprasio. Lungo questo tratto i punti di ristoro e le foresterie sono sparsi dal Villaggio del Fanciullo di Filetto, sino alla Foresteria del Castello Malaspina di Terrarossa a Licciana Nardi, dalla Fortezza della Brunella ad Aulla, sino alla stessa Abbazia di San Caprasio.

La terza tappa della Francigena in Toscana, riservava e riserva tutt’oggi uno dei più incredibili colpi d’occhio (e spirito) dell’intero percorso: dopo giorni e giorni di cammino, finalmente il mare! Da Aulla il percorso continua in direzione Sarzana, attraverso i borghi di Bibola, Fosdinovo, Ponzano Superiore, la Collina della Nuda, fino ad arrivare a Porta Parma che da il benvenuto a Sarzana.

Quello della Via Francigena è un viaggio in cui si resta travolti dalla storia e dalla natura, in cui è possibile scoprire angoli nascosti, bellezze immacolate, spazi incontaminati. E la Lunigiana mantiene le promesse di scoperta.

I comuni della Lunigiana

La Lunigiana è una regione storica divisa tra due province e due regioni amministrative. All’estremo nord della Toscana si trovano l’alta e la media Lunigiana, nella provincia di Massa Carrara, mentre la bassa Lunigiana è situata in provincia della Spezia, lungo l’ultimo tratto del fiume Magra. I suoi confini storici sono però molto più ampi, una volta corrispondenti alla diocesi di Luni che dominava un vasto territorio dalla val di Magra, alla Val di Vara, a parte della Garfagnana e al golfo della Spezia.

Ecco i Comuni della Lunigiana Fonte Wikipedia:

L’elencazione è sicuramente imprecisa per difetto poiché taluni comuni della Val di Vara inferiore, altri che si affacciano sul golfo della Spezia e gli stessi capoluoghidella Spezia e Carrara presentano tali e tante affinità culturali, linguistiche e storiche con tutto il comprensorio lunense da potere parlare a buon diritto di una realtà unitaria, mai considerata nella sua effettiva essenza. I retaggi socio-politici legati all’esistenza di una mitica Lunezia, siano essi ritenuti fondati o forzati, ne sono la indiscutibile conseguenza.

Fonte: Wikipedia

I Testaroli della Lunigiana

I testaroli sono un antico primo piatto originario della Lunigiana. Secondo alcune fonti la loro origine risale all’Antica Roma. La loro storia è legata alla zona della Lunigiana e in particolare e in particolare in tutti i paesini della Lunigiana e dell’estremo levante ligure.

Nel complesso panorama gastronomico lunigianese, caratterizzato tradizionalmente da cibi poveri, ricavati dalla magra economia locale di stampo prettamente agricolo, il testarolo è venuto alla ribalta nel secondo dopoguerra.

L’antica ricetta prevede di tagliarlo a losanghe di circa 5 cm di lato, portando nel mentre ad ebollizione una pentola d’acqua salata; una volta che l’acqua bolle si spegne il fuoco e si inseriscono i testaroli tagliati per farli rinvenire per un minuto circa.

Uno dei condimenti più diffusi è il pesto alla Genovese

Le statue stele della Lunigiana

Le statue stele sono monumenti in pietra, di tipo antropomorfo, che rientrano nel fenomeno del megalitismo, comune alle popolazioni pre-protostoriche dell’Europa a partire dal III millennio a.C.

Nella valle del fiume Magra si è sviluppato un fenomeno artistico singolare che ha interessato la tarda preistoria e la protostoria: le Statue Stele. Si tratta di stele antropomorfe, scolpite nella pietra arenaria ed innalzate dalle popolazioni che abitavano la Lunigiana tra l’età del rame e l’età del ferro. Le raffigurazioni del corpo umano si distinguono in rappresentazioni femminili, caratterizzate dalla presenza del seno, e maschili, caratterizzate dalla presenza di armi. Oggi conosciamo circa 80 esemplari di Statue Stele nella Lunigiana Storica. Il nucleo più importante è quello conservato all’interno del Museo delle Statue Stele Lunigianesi nel Castello del Piagnaro di Pontremoli, mentre altre statue Stele sono conservate sul territorio ad esempio a Casola, Filattiera, Mulazzo.

Per maggiori informazioni consulta i siti:

http://www.statuestele.org/ 

http://www.terredilunigiana.com/storia/statuestele.php